Tre pensieri per i primi giorni dell'anno. di Etty Hillesum


  • Scegliere di fare gli Auguri di Buon Anno Nuovo con il pensiero di Etty Hillesum non è un gesto di grande allegria come invece si addice a dei festeggiamenti tradizionali, ad un inizio brillante per un anno che sta per cominciare. Ma è "un inizio", una folata di vita felice attraverso il dolore e con il dolore dell'intera umanità. Le parole di Etty sono parole di "un cuore pensante" che vive nonostante tutto e tutti.
     

    1) Di nuovo arresti, terrore, campi di concentramento, sequestri di padri, sorelle e fratelli. Ci si interroga sul senso della vita, ci si domanda se essa abbia ancora un senso: ma per questo bisogna vedersela esclusivamente con se stessi, e con Dio. (...) mi sono confrontata col "dolore dell'Umanita'".Mi sento piuttosto come un piccolo campo di battaglia su cui si combattono i problemi, o almeno alcuni problemi del nostro tempo. L'unica cosa che si può fare è offrirsi umilmente come campo di battaglia. Quei problemi devono pur trovare ospitalità da qualche parte, trovare un luogo in cui possano combattere e placarsi, e noi, poveri piccoli uomini, noi dobbiamo aprir loro il nostro spazio interiore senza sfuggire.
    (...) La vita non può esser colta in poche formule. In fondo, è quel che stai cercando di fare tutto il tempo, e che ti porta a pensare troppo: stai cercando di rinchiudere la vita in poche  formule ma non è possibile, la vita è infinitamente ricca di sfumature, non può essere imprigionata ne' semplificata. Ma semplice potresti essere tu ... 
    (...)Possono renderci la vita un po' spiacevole e possono privarci di qualche bene materiale o di un po' di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori con il nostro atteggiamento sbagliato: col nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi, col nostro odio e con la millanteria che maschera la paura. Certo che ogni tanto si può 
    esser tristi e abbattuti per quel che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli. Trovo bella la vita, e mi sento libera. credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile ma non è grave.
     
    2)
    La sofferenza non è al di sotto della dignità umana. Cioè: si può soffrire in modo degno, o indegno dell'uomo.Voglio dire: la maggior parte degli occidentali non capisce l'arte del dolore, e così  vive ossessionata da mille paure. E la vita che vive la gente adesso non è più una vera vita, fatta com'è di paura, rassegnazione, amarezza, odio,disperazione. Dio mio tutto questo si può capire benissimo: ma se una vita simile viene tolta, viene tolto poi molto? Si deve accettare la morte, anche quella più atroce come parte della vita. E non  viviamo ogni giorno una vita intera, e ha molta importanza se viviamo qualche giorno in più o in meno? (...) No, è un vivere la vita mille volte minuto per minuto, e anche lasciare spazio al dolore, spazio che non può essere piccolo, oggi. E fa poi gran differenza se in un secolo è l'Inquisizione a far soffrire gli uomini, o la guerra, o i progrom in un altro? Assurdo come dicono loro? Il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti in una forma o nell'altra. Quel che conta è il modo in cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita e, insieme, di accettare ugualmente la vita.
    3) 
    E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio. Su tutta la superficie terrestre si sta estendendo piano piano un unico, grande campo di prigionia e non ci sarà quasi più nessuno  che potrà rimanerne fuori. È una fase che dobbiamo attraversare.(...) Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che Tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare Te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L' unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l'unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di Te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. Si, mio Dio, sembra che Tu non possa far molto per modifcare le circostanze attuali ma anch'esse fanno parte di questa vita. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai Tu a dichiarare responsabili noi. E quasi ad ogni battito del mio cuore, cresce la mia cerrtezza: Tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare Te, difendere fino all'ultimo la tua casa in noi.
     
    (...) Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra.
     
    Etty Hillesum
     
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Data: sabato 2 gennaio 2016

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