Cementificazione e dissesto idrogeologico


  • La Liguria, secondo l’Istat è la Regione d’Italia che nel quindicennio 1990 – 2005 ha cementificato la maggior superficie libera del suo territorio, e nei sei anni successivi la “bulimia” edilizia non si è affatto arrestata. La Liguria è anche tra le regioni con il più alto numero di vittime e danni materiali causati dal dissesto idrogeologico. Un caso? sono due i dati certi: 
    1. Il nostro paese è caratterizzato da una conformazione geologica e geomorfologica fortemente predisposta a frane ed alluvioni. 
    2. L’Italia è il primo produttore di cemento e il primo cementificatore d’Europa.
    Alla fragilità “fisica” del nostro paese, si sovrappone un perdurante fenomeno di artificializzazione del suolo, le cui conseguenze ambientali, socioeconomiche e identitarie sono di assoluta gravità.
    Prima ancora che le scarse disponibilità finanziarie, il problema è la qualità del governo, sia esso globale, regionale o locale. La tendenza delle istituzioni pubbliche è quella di abbandonare il ruolo di responsabilità nel governo dei beni comuni, limitandosi ad essere testimoni degli esiti degli interessi privati.
    Neanche la presenza di dati, studi, e strumenti analitici e di prevenzione ha evitato nel corso degli anni il ripetersi di terribili disastri. Al contrario, alla programmazione della messa in sicurezza del territorio si sono espressamente preferite “politiche speculative”. L’inadeguatezza dei soggetti
    pubblici si palesa anche nell’adozione e/o applicazione, in alcune Regioni, di un Piano Casa volto a peggiora la tutela del territorio.Ancora emblematico il caso ligure: ancora l’11 novembre del 2011, pochi giorni dopo i tragici fatti di Genova, il WWF inviava al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando una lettera con la quale si chiedeva di revocare una norma che riduceva da 10 a 3 metri il permesso di costruire vicino ai corsi d’acqua. Oppure il caso dell’outlet nel Comune di Brugnato (SP) in procinto di essere costruito nelle zone appena percorse dalle alluvioni, praticamente negli stessi luoghi dove il fiume Vara ha straripato. In genere, anche di fronte a contesti fortemente compromessi, è sufficiente che trascorrano poche settimane o mesi e la deregulation riparte, come se nulla fosse accaduto. In Italia l’esigenze di “vivacizzare” l’economia attraverso l’edilizia è più forte di qualsiasi altro
    argomento. Il “clima” è favorevole alle ecomafie (sono centinaia le indagini che lo dimostrano) che attraverso ciclo del cemento, ricicla il denaro sporco nell’edilizia e nelle infrastrutture di tutta Italia.
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Data: mercoledì 15 ottobre 2014

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