“Non mi riconosci ma ti amo”


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    06/2014


    “Quando amore non mi riconoscerai” non è un libro, è un grido di dolore, una dichiarazione d’amore e d’impotenza, un gesto di stupore, quello di un marito che all’improvviso ha accanto una donna che non ha più nulla della donna con cui ha diviso un’intera vita perché l’Alzheimer le ha portato via le parole, i gesti, la capacità di essere salda su di sé. 

    Silvana, è una docente di storia medioevale, una donna che vive tra convegni, lezioni all’università, complessi testi da studiare e raccontare. A partire da un certo momento in poi questa stessa donna non riesce più nemmeno a rendersi conto di che cosa sia un cucchiaio e a che cosa serva. 

    Per Vincenzo Di Mattia, ex dirigente Rai, scrittore e autore teatrale è un dolore insopportabile. Ed inizia a scrivere. Annota tutto e chiede alla figlia, Francesca, di aiutarlo. Lei, dopo anni trascorsi tra la Francia e la Russia per lavoro decide di tornare in Italia per occuparsi di lei, e diventerà – come scrive - madre di sua madre. 

    A quel punto la malattia diventa qualcosa di diverso, è un dramma ma anche un progetto familiare. Padre e figlia lavorano insieme al libro, soffrono e scrivono insieme riuscendo ad abbattere barriere che in tanti anni non avevano mai abbattuto. Padre, figlia e madre reinventano la famiglia su basi e secondo ruoli e schemi totalmente differenti con un solo filo conduttore che lega presente e passato, il loro amore. 

    Il racconto procede con realismo, durezza, senza nascondere né nascondersi nulla. Per chi vive lo stesso dramma significa riconoscersi, sapere di non essere soli e, forse, offre una possibilità di trovare una strada per affrontare il proprio dolore. Per chi ha la fortuna di non avere in casa la stessa sofferenza diventa un modo per capire attraverso una scrittura da professionista, da persona che con le parole ha sempre lavorato. 

    Resta un ultimo grido che arriva da questo libro. Nella conclusione Francesca, la figlia, chiede all’Italia attenzione per quelli che come lei scelgono di mettere da parte la propria vita per ritrovarsi genitori dei propri genitori perché è un modo per custodire la storia, la memoria familiare e collettiva. 

    Vincenzo Di Mattia 

    Quando amore non mi riconoscerai 

    Edizioni Piemme

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Data: sabato 14 giugno 2014

Argomento: CulturaVisualizza tutti gli interventi di questo Argomento | Teologia

 

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