Famiglia, no ‘ndrangheta


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    Le famiglie dell’Afi (Assoc. delle Famiglie Italiane ) di Reggio Calabria hanno deciso di partecipare alla manifestazione regionale del 25 settembre 2010 perché vogliono dare un  contributo alla sensibilizzazione delle coscienze della gente comune. Si augurano  che questo evento serva anche per iniziare a  costruire quella rete di persone oneste che vogliono impegnarsi pure dal 26 settembre contro mentalità e atti mafiosi. I nostri amici e soci  sparsi per   l’Italia ci hanno già detto che sono e saranno solidali in questo  nostro impegno che deve essere quotidiano 

     

    La ‘ndrangheta è un sistema di persone violente, criminali, subdole,  con degli pseudovalori  e dei simboli che li connotano.

    Uno di questi è, purtroppo, lo stravolgimento del concetto della “famiglia”, che costituisce un loro  punto di forza. Il vincolo del sangue che impedisce spesso di essere  liberi solo perché imparentati con questo o con quello. Poveri bambini che vivono da figli di uomini senza dignità, a cui importa solo il denaro, il potere, il “rispetto” da parte  dei loro sottoposti.

    Uomini ( e donne) che non si preoccupano neppure della salute e della sicurezza dei loro stessi figli e nipoti, con lo sciagurato traffico di rifiuti tossici che avvelena mari, fiumi e l’aria per il presente e gli anni a venire; a cui non importa se delle scuole o dei ponti possano crollare sopra o sotto  giovani innocenti solo perché loro  hanno imposto a durante la costruzione il cemento “depotenziato” o hanno fatto progetti da incompetenti per aver estorto la laurea in ingegneria o architettura con le minacce o  “soltanto” con la raccomandazione.

     

    “Non partecipo, non posso venire, vorrei, ma…tengo famiglia”

    Molti si giustificano così, la paura e /o il tanto tempo che richiede-giustamente-prendersi cura delle vicende familiari, specie se ci sono più figli,magari con problemi vari 

     Ci si aspetta allora-se va bene, se si è onesti - che altri si impegnino contro l’illegalità, altri ci mettano la faccia, altri facciano fare vedere i frutti concreti del loro agire,

     sempre gli altri…

     Dei veri genitori , però, non dovrebbero essere preoccupati seriamente di migliorare le aspettative e il ben - essere della propria famiglia?  Se le cose invece resteranno così in Calabria o se dovessero ulteriormente peggiorare ( si può?), per i nostri figli non ci sarà futuro onesto e gioioso in questa bellissima  e straordinaria regione.

     

    Dunque?

    Tutti noi, compresi la casalinga, il disoccupato, l’anziano, insomma nessuno escluso, ci dovremmo esimere dall’impegnarci in prima persona, chi più, chi meno, a seconda delle proprie possibilità e contesto di vita per sradicare perfino la mentalità pre-mafiosa.  Cerchiamo di farci un esame di coscienza e vedere cosa veramente non dobbiamo fare ( es. raccomandazioni, complicità, collusioni, far finta di niente anche su cose che conosciamo benissimo, non accettare inviti di nessun tipo,

     neppure per un caffè, da parte di persone in odore di mafia)  e cosa invece  possiamo fare concretamente anche nel nostro piccolo.

    Non possiamo davvero partecipare attivamente ad iniziative pubbliche, convegni, momenti di riflessione a livello di quartiere o cittadino? Bene. Nella giornata facciamo tante cose semplici che possono rispecchiare la nostra volontà di giustizia, pace e legalità.                   A partire dall’abbigliamento, dalla sobrietà, dalla scelta di cosa e dove acquistare prodotti in negozi “sicuri”, che non paghino il “pizzo”. Informiamoci leggendo giornali “seri”e non di gossip su cosa ci sta succedendo intorno. Facciamo la fila alle poste, al supermercato, all’uscita delle scuole ecc, le signore chiacchierano tanto dalla parrucchiera?… Allora, approfittiamone per tenere in borsa una locandina di un’iniziativa utile ad informare , per  parlare con il conoscente di ciò che sta succedendo in città o in Italia , di ciò che secondo noi non si doveva fare, informarlo che la prossima settimana ci sarà quella particolare iniziativa, che a scuola i ragazzi stanno parlando di legalità, che a Reggio Calabria ci stiamo svegliando e sono sorti dei nuovi movimenti (come ReggioNonTace)e delle associazioni (come ReggioLiberaReggio) a cui tutti possono aderire e che finalmente ci danno la possibilità concreta di fare la nostra parte da semplici cittadini. Siamo madri o padri di figli che non hanno i diritti degli altri bambini che vivono in altre città italiane più  sicure e a misura di bambino e di famiglia anche perché la ‘ndrangheta ci toglie le risorse lecite da impegnare nel sociale … 

     

     La famiglia  costituisce un capitale sociale per l’intera società,  

    la Costituzioneitaliana le assegna un ruolo di interesse sociale  costituendo essa il nucleo fondamentale della società e dello Stato

     

    Pertanto:

     

    A) allo Stato , alla Regione Calabria e Comuni:

     

    1) che si impegnino per promuovere e sostenere concretamente le famiglie ”normali” e le loro forme associative, con adeguate politiche familiari affinchè esse possano esprimere tutto il loro potenziale umano  e sociale  nell’aiutarsi tra famiglie e nel migliorare tutta la società, pure ai fini di un impegno per la legalità nel quotidiano

     

    2) che assistano le famiglie in difficoltà dal punto di vista economico e relazionale affinché non scivolino nel bisogno di chiedere protezione alla ‘ndrangheta;

     

    3) che aiutino i figli delle” famiglie” che si conosce essere mafiose  ( tanto più se i genitori risultassero “irrecuperabili”, qualcuno ha proposto di togliere la patria potestà dei figli maschi…) perché non ci possiamo rassegnare a lasciare che dei bambini innocenti crescano in un ambiente così ostile alla loro formazione e che il loro destino sia segnato. Ci riferiamo specialmente alle scuole, fin dalle materne, perché possano dare loro formazione, istruzione e una possibilità di riscatto, specialmente nei paesi dove   la scuola può essere un valido baluardo soltanto se molto efficiente e con insegnanti particolarmente sensibili che devono essere sostenuti, più che altrove, in tutti modi e non lasciati soli a combattere contro i mulini a vento.

     Le famiglie non sono come le allodole e seguiranno attentamente le scelte dei politici su questi temi prima, durante e dopo le elezioni.

     

    B) Alle famiglie stesse  :

     

     prendano coscienza di “essere protagoniste della cosiddettapolitica familiare” e  si assumano la responsabilità di trasformare la società: diversamente  le famiglie saranno le prime vittime di quei mali  che si sono limitate ad osservare con indifferenza” ( Familiaris Consortio, n 44) e la ‘ndrangheta è uno di questi .

    Di grande importanza sono  forme di associazioni familiari : oltre ad esprimere la dimensione della solidarietà, si presentano come una necessità storica per le famiglie stesse che vogliono possedere una adeguata forza rivendicativa dei loro doveri e diritti, di fronte ai molti continui tentativi che le strutture pubbliche vanno facendo per ridurre o rifiutare quella presenza nel sociale che compete di diritto alle famiglie come tali .

     

     

     

     

    C)  A voi  donne di “famiglie” mafiose,

     

    A ciascuna di voi, da moglie a moglie: impedite ai vostri mariti di compiere atti così terribili per la società e per voi stessi, se vi dovessero cercare di costringere, tirate fuori la vostra dignità  di donne che pensano con il loro cervello e non si fanno manipolare dalla prepotenza  del maschio di “famiglia”.

     

     Da madre a madre, con il cuore: pensate al vero bene dei vostri figli, come dovrebbe fare ogni  brava mamma.

     

     Sapete che pochissimi dei picciotti arrivano poi  a diventare ricchi e “boss rispettati”, la maggior parte incappa nei guai con la giustizia, o peggio.  Ma anche se riuscissero per alcuni anni a farla franca, a quale  triste destino  preparate i vostri bambini! Non potranno essere ragazzi  e uomini liberi, non avranno mai la gioia nel cuore, cercheranno sempre di mascherare la loro vera identità, avranno paura di essere uccisi o di vedere i propri cari ammazzati, spesso si dovranno nascondere in rifugi sotterranei più adatti a dei topi che a delle persone, con la paura che tutto ciò che illegalmente hanno accumulato venga loro tolto dalle confische sempre più numerose da parte dello Stato.

     

     Se poi siete anche donne di fede, come fate a dimenticarvi che c’è una giustizia divina a cui nessuno può sfuggire?

    Noi speriamo e preghiamo che la vostra coscienza prenda il sopravvento sul male; se e  quando  agirete secondo di essa,  saremo felici di accogliervi nella società civile .

     

     

     

    Laura Sambo,_ AFI-RC (www.afifamiglia.it, www.afireggiocal.eu)

     

     

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