Il 25 aprile all'Arena di Pace


  • Figura 1 - L'Arena si sta riempiendo – foto Silvia Titti

     

    «In piedi, costruttori di pace!»

     

    «In piedi, costruttori di pace!», esortazione di don Tonino Bello all’assemblea dei Beati i costruttori di pace nel lontano 1989, è l’appello che è risuonato più volte all’Arena di Pace e Disarmo che si è svolta a Verona il 25 aprile.

    Ad 11 anni dall’ultima assemblea del “popolo della Pace” a Verona, l’incontro è stato un’occasione per ritrovare unità di intenti e di azione tra tutte le associazioni pacifiste e contemporaneamente lanciare una campagna contro l'acquisto dei 90 cacciabombardieri F-35 da parte dell’Italia e a favore dell’istituzione di Corpi Civili di Pace da impegnare in azioni di in aree di conflitto, come previsto dal Parlamento nel dicembre scorso.

    A promuovere l’assemblea, a cui hanno partecipato più di 13.000 persone, sono stati circa 200 organismi nazionali e locali tra movimenti, reti, istituti, fondazioni, centri studi. Anche la Commissione Diocesana per la Pastorale Sociale e del Lavoro della nostra diocesi ha aderito all’iniziativa; purtroppo, nonostante anche il patrocinio della Consulta per la Pace, non si è riusciti ad avere i numeri per riempire un pullman.

    L’incontro si è aperto con i messaggi della Presidente della Camera Laura Boldrini e del nuovo Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, che ha citato il messaggio di papa Francesco per la XLVII Giornata Mondiale della pace: «finché ci sarà una così grande quantità di armamenti [..] si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità». 

    Dopo aver ricordato i pacifisti p. Ernesto Balducci, p. David M. Turoldo, Alex Langer, don Tonino Bello, Vittorio Arrigoni, fino al veronese don Giulio Battistella, il comboniano padre Venanzio Milani ha invocato il rilascio di padre Dall'Oglio in Siria e dei missionari vicentini rapiti in Camerun.

    La prima testimonianza è stata quella di Lidia Menapace, partigiana, e del veronese Gino Spiazzi, ex deportato a Flossemburg, che con le loro parole e ricordi hanno reso più significativi gli slogan «la Resistenza oggi si chiama nonviolenza, la Liberazione oggi si chiama disarmo».

    Dal Sud Sudan si è collegato in video Gino Strada: «Il vero 25 aprile è ricordare non solo la liberazione dall’oppressione ma anche dalla follia della guerra».

    Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e storico direttore di Nigrizia, a nome della generazione «che sarà maledetta per aver distrutto e violentato il pianeta» ha chiesto «perdono ai giovani, che non sono il futuro ma l’unico presente che abbiamo»; ha ricordato che il primo ad applicare la difesa civile non violenta è stato Gesù Cristo e che la bomba atomica di per sé è peccato.

    Francesco Vignarca, membro di “Pax Christi” e del Movimento Nonviolento, dal 2004 coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo, ha presentato la campagna “Taglia le ali alle armi!” contro l’acquisto dei cacciabombardieri F-35 e l’aumento delle spese militari. Al termine stormi aeroplanini di carta colorata, piegati e lanciati dai partecipanti hanno simbolicamente invaso l’Arena.

    In jeans e t-shirt è intervenuto Renato Accorinti, «sindaco nonviolento» di Messina, che ha affermato che la crisi è un’opportunità per cambiare la società e la politica dal basso ed ha rilanciato l’appello di Pertini: «si svuotino gli arsenali, si riempiano i granai».

    L’intervento emotivamente più coinvolgente è stato quello di don Luigi Ciotti, che con forza ed intensità ha ribadito che «non vogliamo vivere in pace ma per la pace», ha ricordato che in Italia ci sono 6 milioni di analfabeti e che giornali e giornalisti in Italia sono spesso di parte a vantaggio del sistema; ha anche richiamato i pacifisti ad avere maggiore coesione e meno protagonismo.

    Il giornalista Gad Lerner ha posto la difficile questione delle fabbriche delle armi in Italia, che sono fabbriche di morte ma danno da vivere agli operai e l’ha rigirata ai sindacalisti Maurizio Landini (FIOM) e Gianni Alioti (FIM). Lerner ha inoltre invitato alla disobbedienza civile contro una recente ordinanza comunale che vieta di dare da mangiare ai barboni in centro a Verona, prevedendo multe tra 25 e 500 euro per chi trasgredisce, ordinanza firmata dal sindaco Tosi, che pure ha concesso gratuitamente l’Arena.

    Hanno partecipato inoltre don Luigi Bettazzi, 91 anni, padre conciliare, già presidente di Pax Christi Italia; Alice Mabota, presidente della Lega per i diritti umani del Mozambico; Mao Valpiana, del Movimento Nonviolento, che ha illustrato una proposta di legge di iniziativa popolare per «l'istituzione del Dipartimento per la difesa civile, non armata e non violenta».

    Ad intervallare gli interventi dei relatori si sono esibiti gratuitamente numerosi artisti e musicisti amici del Club Tenco, a cui è stata affidata la direzione artistica dell’evento: i Nardo Trio, i Farabrutto, Alberto Patrucco, Alessio Lega, Simone Cristicchi e tanti altri. Conduttori della serata sono stati Antonio Silva e Valeria Benfatti di Radio Popolare.

    Una bella giornata di sole, colori e voci diverse, per riflettere insieme e poi passare all’azione.

     

     

    Figura 2 - don Luigi Ciotti, Renato Accorinti,  p. Alex Zanotelli – foto Silvia Titti

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Data: domenica 11 maggio 2014

Argomento: CulturaVisualizza tutti gli interventi di questo Argomento | Attualità

 

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