All'ombra delle altrui rivoluzioni


  • Parole e icone del Sessantott

    Sul finire degli anni sessanta la percezione diffusa in Italia, non solo tra i giovani, di una imminente esplosione rivoluzionaria orientò culture, linguaggi e comportamenti individuali e collettivi e generò un flusso quasi inarrestabile di parole nel tentativo di definire con esattezza un progetto rivoluzionario. Tuttavia, nonostante i ripetuti e ostinati tentativi di dare all’idea della rivoluzione una definizione precisa, nelle differenti anime del movimento si diffuse una molteplicità di modelli diversi, a volte contrapposti. La prima e decisiva discriminante dimorava nella contrapposizione tra rivoluzione violenta e rivoluzione nonviolenta. Su questo nodo culture diverse e diverse matrici ideologiche o religiose di volta in volta si incontrarono e si sovrapposero, o entrarono in collisione e si scontrarono fragorosamente.

    INDICE 
    IntroduzionePRIMA PARTETalkin’ ‘bout a revolution1. La parola “rivoluzione”. Violenza e nonviolenza2. La parola “rivoluzionario”. Autorappresentazioni3. Le parole della rivoluzione. Slogan, linguaggie comportamenti collettiviSECONDA PARTEPantheon4. 1966: Camilo Torres. Rivoluzione e mondo cattolico5. 1967: Ernesto “Che” Guevara. Morte e trasfigurazione6. 1968: il reverendo King. L’eclissi della nonviolenza
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Data: domenica 11 novembre 2012

Argomento: CulturaVisualizza tutti gli interventi di questo Argomento | Storia

 

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