La fuga delle quarantenni. di Armando Matteo.


  • Oltre a non incontrare più le ventenni e le trentenni, il punto che più di recente mi interroga è che ormai è raro incrociare anche donne quarantenni negli spazi e nei tempi cattolici. E’ raro incontrarle a Messa, la domenica, per non parlare delle celebrazioni eucaristiche feriali, è raro incontrarle ai convegni diocesani o agli incontri di formazione sui temi attuali della Chiesa, è raro incontrarle agli incontri per catechisti, è rarissimo incontrarle tra le fila delle congregazioni religiose (almeno le italiane, pur con qualche buona eccezione nelle realtà monastiche); è infine un ricordo quasi sbiadito quello delle “signorine” che in parrocchia avevano in mano praticamene ogni cosa, dai canti ai fiori, dalla canonica all’organizzazione dei momenti comunitari ».

    Rubettino – casa editrice calabrese sulla cui importanza nel favorire il dibattito culturale italiano si è recentemente soffermato su Zoomsud Gioacchino Criaco – manda in libreria un agile saggio di Armando Matteo, teologo e assistente nazionale della Fuci, dedicato ad un fenomeno insieme vistoso e sottovalutato: la “sparizione” delle donne, non solo giovani e giovanissime, ma anche adulte, ovvero, come recita il titolo, La fuga delle quarantenni- il difficile rapporto delle donne con la chiesa.

    Confrontandosi anche con numerose autrici contemporanee, a partire dalla Murgia di Ave Mary, Armando Matteo, già autore per Rubbettino del molto discusso La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede, si chiede: «Per quanto tempo ancora la Chiesa italiana potrà continuare a rinviare una discussione più attendibile sulla sua presenza nella società e per quanto tempo ancora sarà possibile spendere su tanti fronti – certo, alcuni molto delicati – le proprie energie, che non sembrano destinate al ricambio? E se avesse ragione il Papa, nell’indicare che l’unica questione resta la seguente: chi trasmette la fede per domani?»: «Insomma, per dirlo con le parole delle donne: se non ora, quando sarebbe il tempo di pensare e tremare al pericolo che la Chiesa – almeno da noi – scompaia? ».

    Le cause che hanno portato ad una diffusa disaffezione femminile alla Chiesa, nel paese più maschilista d’Europa e, soprattutto, in fasi della vita in cui si è “tirate” su più fronti (il lavoro, i figli, la cura ai genitori) sono, dice l’autore, più che evidenti: « … una Chiesa che argomenta in modo astratto (e fin troppo astratto)   della sessualità delle donne, una Chiesa che fatica ad uscire da un rapporto ambiguo con il potere politico, da sempre appannaggio di logiche maschiliste, una Chiesa che con riluttanza procede ad un effettivo rinnovamento della civiltà parrocchiale e che ritarda l’accelerazione dell’ora delle donne, è una Chiesa che semplicemente non parla più alle quarantenni».

    La loro fuga va assunta, dalla comunità ecclesiale, con grande attenzione, lasciandosi «interrogare seriamente da essa (…) quale provocazione feconda circa la propria capacità di futuro», altrimenti «non ci vorranno molte generazioni per vedere la Chiesa italiana ridotta a qualcosa di assai “residuale”».

    Se “il futuro è questione di libertà”, e la fede è un rapporto libero con se stessi e il mondo, determinato dall’accoglienza di «una parola di benedizione sulla propria esistenza», tutti, uomini e donne, siamo posti di fronte ad una grande sfida: « quella della qualità della propria libertà. Nulla oggi appare più prezioso, nulla più fragile».

    fuga

    Armando Matteo La fuga delle quarantenni -Il difficile rapporto delle donne con la Chiesa, Rubbettino, euro 10,00

    Torna in cima alla paginaTorna in cima alla pagina

Informazioni

Data: sabato 29 settembre 2012

Argomento: CulturaVisualizza tutti gli interventi di questo Argomento | Teologia

 

Parole Chiave:

 

Stampa interventoStampa intervento

Invia per emailInvia per email

Salva articolo nella Lista PreferitiSalva nella Lista Preferiti