Capossela: San Francesco contro natura in un mondo fondato sul possesso.


  • Il cantautore giovedi 20 settembre in concerto nella piazza Inferiore della Basilica di Assisi, nell'ambito del meeting internazionale sull'ambiente Nostra madre terra. "Se il Santo oggi fosse qui, temo che non sarebbe ascoltato. C'è bisogno di spazio e, nonostante un vuoto di fondo, è tutto troppo pieno. Ognuno scoppia di se stesso" di PAOLO GALLORI e ROBERTO PACILIO

    ROMA - Dal canto delle balene al Cantico delle Creature, dialogo su San Francesco con Vinicio Capossela. Giovedi sera, alle 21,30, Capossela terrà un concerto nella piazza Inferiore della Basilica di San Francesco d'Assisi, evento unico intitolato Cantiche (info e prevendite Musical Box Eventi tel. 075.5056950), nell'ambito del meeting internazionale sull'ambiente "Nostra madre terra".

    I lavori del convegno (info: www.sanfrancescopatronoditalia.it 1) avranno inizio domani mattina, alle ore 9, presso la Basilica di San Francesco d'Assisi e saranno incentrati sulla mobilità sostenibile per la cura, la salvaguardia del creato e la custodia dell'ambiente. Ecco spiegata la presenza, oltre che del ministro  per l'Ambiente, Corrado Clini, anche dell'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti.


    Ma torniamo a Capossela e al suo passaggio ad Assisi. Perfettamente coerente con quel percorso intrapreso dall'artista in parallelo alle tournée nei teatri. Come un pellegrinaggio, concerti tra templi di boxe e partenoni pagani, spiagge baciate dalla mitologia e piazze consacrate al sincretismo religioso. Dove, tra la trance di un Ballo di San Vito e una solenne preghiera come la S.S.

     

    dei naufragati, Capossela mette al centro della scena l'uomo, preso tra religione e magia, sedotto dalle proprie debolezze e atterrito dalla paura della morte, motore della modernità eppure consapevole della precarietà del proprio destino. Millenni trascorsi tra esplorazione dell'ultima frontiera e immanenza del divino, ambizione al controllo e urgenza di espiazione.

    Un percorso che ha soprattutto in Ovunque proteggi la sua sintesi, punto di arrivo del primo Capossela e ripartenza per nuovi abissi (Marinai, profeti e balene, 2011), per usare una metafora in sintonia con la fascinazione di Vinicio per la marineria. Parlando di quell'album, in un'intervista del 2006, tra la dimensione biblica di Melville e gli spettri di Coleridge, Capossela estrasse dal cilindro una citazione dell'Ecclesiaste: "Nessuno c'è sotto il sole che sia capace di fare il bene senza fare anche il male".

    Sei anni dopo, parole che suonano come la perfetta inquadratura del rischio di "effetti collaterali" in un'azione votata al progresso, o al "possesso", per il "bene" dell'umanità, non sempre per quello dell'ambiente. Più che naturale, dunque, il collegamento con San Francesco, il suo amore per il Creato, il suo esempio di redenzione.
     
    Nella Basilica di San Francesco hanno fatto tappa tantissimi artisti internazionali, Patti Smith, Bruce Springsteen, Ennio Morricone. Come spiega questo amore per San Francesco? Il suo messaggio dopo 800 anni è ancora attuale e fonte d'ispirazione per gli artisti?
    "Per gli artisti e per tutti gli uomini di sensibilità. Il suo messaggio di umiltà, di gratitudine, di fraternità va oltre anche alla fede. Inoltre i suoi scritti hanno una poesia delicata e accessibile a tutti. Anche la lingua che muove i primi passi ha una sua purezza primordiale, quasi un'ingenuità che rende universalmente comprensibili i concetti, di modo che, come gli uccelli o il lupo, anche noi uomini possiamo intenderli , artisti compresi".

    Cosa rappresenta per lei San Francesco?
    "La pacificazione, il superamento dell'egoismo, la liberazione dall'ingombro di se stessi, la possibilità di accettare ogni cosa come un dono, e soprattutto la gratuità del dono, tutte cose quasi contro natura, in un mondo fondato sul possesso".

    Perché Francesco è così amato da credenti e non credenti?
    "Credo per l'universalità del suo messaggio, per la delicatezza dell'iconografia (i fioretti sono bellissimi, lievissimi, e i dipinti di Giotto, e i versi di Dante), e poi questa invenzione straordinaria del parlare a tutte le creature... E se poteva parlare ad un lupo, perché non a un laico? E' riuscito a parlare perfino ad un Papa, senza farsi passare per eretico. E poi per il misticismo che infonde".

    San Francesco riusciva a dialogare con credenti e non credenti, i giovani di oggi sanno dialogare?
    "C'è sempre bisogno di un Francesco per fare dialogare creature diverse e anche della stessa specie.  Ci vorrebbe sempre qualcuno che venga a cantare una laude di lode al creato per dirimere una controversia. Purtroppo sono rari, c'è sempre tanta più gente pronta a soffiare sul fuoco. Ma certamente tutti , giovani compresi , siamo nella possibilità di dialogare".

    Cosa direbbe o gli chiederebbe oggi?
    "Temo che non sarebbe ascoltato. C'è bisogno di spazio, di vuoto per farsi riempire, e nonostante un vuoto di fondo, è tutto troppo pieno. Ognuno scoppia di se stesso. E questo produce egoismo. Probabilmente chiederebbe quello che ha sempre chiesto, svuotarsi dal sé per farsi riempire dall'Altro, dal mondo che è  manifestazione divina. Ma temo che se vedesse come è andata a finire, se 'avesse previsto tutto questo, dati causa e pretesto', come nell'avvelenata di Guccini, forse non sarebbe stato colto dalla perfetta letizia".

    Lei parteciperà al meeting internazionale sul'ambiente Nostra madre Terra nato alla luce del famoso Cantico delle Creature di San Francesco, cosa si aspetta da questo convegno?
    "Un po' dell'amore per la terra  con il quale Francesco ha cantato le lodi del creato".

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Data: mercoledì 19 settembre 2012

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