Domenica delle Palme: Commento al Vangelo


  • La lettura filologicamente moderna della Passione, pone l’accento su un narrare che ha la forma dello spettacolo teatrale. Anche una guida di commento, molto diffusa, dei vangeli domenicali di questi giorni, parla della Croce e della crocifissione come spettacolo: la stessa lettura dialogica tradizionale della Passione, come avveniva nel testo latino, aveva in più l’acclamazione della folla, che la forma tradizionale, specie latina e in gregoriano, evidenziava. Del resto, l’annuncio ad un mondo pagano di un Dio Crocifisso, era percepibile solo in un simile modo (pensare a Dioniso), ricordando che la lettura non liturgica al di fuori della settimana santa, finiva con la resurrezione.


    È facile credere in un uomo universale, un essere divino principio di amore un po’ vaporoso e inconsistente; è già più difficile concentrarsi sull’uomo Gesù e ancor più su un Dio Crocifisso. È facile per abitudine dire che Gesù è il Signore ma non riflettiamo abbastanza per comprendere quanto è diverso dire: Il Signore (Dio, l’Onnipotente…) è Gesù: l’uomo, il crocifisso. (C’è la differenza tra un padrone e lo schiavo, tra il potente e l’umile).
    La croce suona come una bestemmia per altre religioni, e il Dio crocifisso fa la differenza del cristianesimo con ogni altra religione. Un Salvatore ucciso suona derisione e sorpresa persino per ogni ateismo… Dio si rivela “Altro” e la croce è Teo-logia cioè la parola di Dio su di se che mette in crisi ogni nostro parlare su di lui: Dio amore amante è crocifisso [..]

     

     

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