Con astronomia, arte e filosofia a Rebibbia si apre il cosmo ai detenuti


  • La locandina dell'iniziativa

     Roma, 26 nov. (Adnkronos) - Talvolta anche un luogo inaccessibile, istituzionalmente chiuso all'esterno come il carcere può abbattere idealmente sbarre e barriere per aprire una finestra sull'infinito:'Il Cielo sopra Rebibbia', proposto e curato da Gisella Luccone e dall'astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project, fa proprio questo attraverso una serie di incontri che, partendo dalla storia della conoscenza del cielo e pescando dall'immaginario di arte, letteratura, filosofia e persino cinema, aprono l'accesso all'Universo, riportando nel detenuto la consapevolezza dello spazio fisico, vicino e lontano, ma anche interiore.

    Frammenti di conoscenza intrecciati ad arte per raccontare la conquista dello spazio, l'unitarietà armonica del cosmo, la relatività spazio-temporale e per rendere visibile così quel filo trasparente che lega tutti noi all'intero universo ovunque ci troviamo.

    "Vi sono contesti dove spazio e tempo non sono arcane astrazioni, ma valori quotidiani e concreti che misurano macroscopicamente la nostra libertà - dice Masi all'ADNKRONOS - Il carcere è certamente uno di essi, forse il più emblematico. Un luogo dove, almeno nell'immaginario di molti, essi possono risuonare provocatori, per certi versi anche urticanti".

    Proprio per questo, osserva l'astrofisico, "è importante sollecitare un rapporto consapevole e positivo con simili valori, recuperandoli magari da una cornice di straordinaria suggestione e fascino, capace di porgerli senza pregiudizi, ma intatti nel loro primitivo potenziale emotivo. E quale cornice può essere migliore del cielo? Lassù s'incontrano e convivono, da sempre, razionale e spirituale, teorie e filosofie, scienza e fede, mente e cuore. A ben guardare, i mille volti dell'uomo".

    "'Il Cielo sopra Rebibbia' ha stabilito un intenso rapporto tra le parti, interna ed esterna. Si potrebbe dire tra narratori e auditori, ma qui i ruoli si scambiano - spiega Masi - rimbalzando su e giù dal palco del teatro che ospita gli incontri. Perché la curiosità, l'anelito alla conoscenza evidentemente non fanno distinzioni tra dentro e fuori, tutti ne siamo contagiati. Siamo uguali, nel senso di piccolezza che il cosmo evoca in noi. Siamo uguali, nel desiderio di cogliere quelle siderali grandezze. Siamo uguali, nel vivere l'ebbrezza dello spazio. Siamo uguali, noi, tutti figli delle stelle. E uno sguardo al cielo, alla sua ancestrale bellezza, nella sua irraggiungibile dimensione è sempre un sorso di libertà".

    "Il guaio della vita di oggi - dice all'ADNKRONOS Gisella Luccone - è che molti di noi muoiono prima di essere nati pienamente. Ma nati per cosa? Per essere liberi. Di quale libertà allora? E' facile 'conoscere' la libertà di, difficile 'sentire' la libertà da… Libertà rispetto a cosa? Libertà rispetto alle costrizioni, fisiche ed interiori, che ci allontanano dalla realizzazione come esseri umani, come 'persone' e non maschere del transeunte tempo umano".

    "Se nessuno può toglierci la facoltà di pensare, di immaginare il cambiamento, di riumanizzare la nostra vita, allora questo è il primo atto di libertà - scandisce infine - 'Libertà non è altro che una possibilità di essere migliori', diceva Albert Camus. Ed essere migliori vuol dire anche abbandonare il pre-giudizio con cui ci rapportiamo a certe realtà come il carcere, ancor prima di esserci entrati in relazione e ancor prima di qualsiasi conoscenza. Ed è proprio la conoscenza che abbatte le reciproche lontananze e diffidenze, anche con la considerazione che il carcere non è così lontano come sembra ed i reclusi non sono così diversi da noi. E' possibile stabilire un canale emotivo di comunicazione che, attraverso la conoscenza, ci permetta di elevarci esortandoci così a fermarci a riflettere per ravvisare nell'altro non il diverso, ma il complementare".

    'Il Cielo sopra Rebibbia', iniziativa fortemente voluta dal Virtual Telescope Project e avallata con entusiasmo da Carmelo Cantone, Direttore della casa Circondariale di Rebibbia, Nuovo Complesso così come da Anna Luisa Giustiniani, Responsabile dell'Area educativa presso la stessa struttura, è un'attività volontaria inserita in un quadro più ampio di attività filantropiche supportate dal Virtual Telescope Project.

    Fondato nel 2006, consiste in una serie di telescopi altamente tecnologici, utilizzabili via Internet da qualsiasi luogo del pianeta. Oltre che per attività di ricerca, essi sono intensamente adoperati per iniziative culturali a sfondo umanitario e sociale: in cinque anni hanno portato l'esperienza del cielo e il suo carico di significati a un milione di utenti da quasi duecento Paesi.

     

    pubblicato il 26 novembre 2011 sul portale del Gruppo Adnkronos http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Con-astronomia-arte-e-filosofia-a-Rebibbia-si-apre-il-cosmo-ai-detenuti_312687093180.html 

      

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