Attenti a quei due


  •  

    Cerere e Vesta sono corpi minori, ma la loro massa nel contesto della dinamica del Sistema Solare non può essere trascurata, soprattutto su tempi lunghi. Io conosco Laskar da molti anni e ho sempre apprezzato la sua modestia, serietà e professionalità. Da lui non arrivavano mai notizie eclatanti per fare “audience” (cosa che capita anche nella Scienza), ma studi precisi, accurati, spesso rivoluzionari o inattesi, che ogni volta risultavano corretti e inseriti velocemente nelle nozioni accettate dall’intera comunità astronomica.

    L’ultima immagine ripresa dalla missione Dawn, quando Vesta distava circa 16000 km. Da quel momento e per un anno la sonda orbiterà attorno al grande asteroide. La determinazione accurata della sua massa renderà ancora più sicuri i calcoli sul passato e il futuro del Sistema Solare interno -

    E’, forse, l’ultimo dei grandi meccanici che hanno seguito la celebre scuola francese il cui leader Poincarè è ancora oggi maestro indiscusso. Già da anni i due grandi asteroidi venivano inseriti nei modelli del Sistema Solare per la previsione delle orbite future, non potendo più trascurare i loro effetti gravitazionali sugli altri corpi maggiori. Cerere è 6000 volte meno massiccio della Terra, e Vesta lo è quattro volte meno. Tuttavia, quanto basta per dover essere tenuti in conto per le moderne teorie delle perturbazioni planetarie a lungo termine. Il loro moto tranquillo e pacifico nella fascia asteroidale è però ben lontano dall’essere un disturbo trascurabile. Non solo per loro e i loro fratelli più piccoli, ma anche per un pianeta come il nostro.

    I due giganti asteroidali interagiscono gravitazionalmente tra loro e con gli altri pianeti maggiori e subiscono perciò continue spinte o frenate che cambiano lentamente le loro traiettorie intorno al Sole. I calcoli di Laskar hanno dimostrato che queste variazioni orbitali di segno contrario non si annullano su tempi lunghi. Le orbite differiscono sempre più da quella originale ed entrano in un regime caotico che non permette più un calcolo preciso per il futuro o per il passato. Come conseguenza, entrambi gli asteroidi hanno una probabilità non nulla di scontrarsi tra loro, dell’ordine dello 0.2% per miliardo di anni.

    Troppo piccola per impensierirci e poi, in fondo, è una cosa “loro”, troppo lontana dalla nostra Terra. E invece no! Essi interagiscono anche con la Terra a tal punto che nel giro di 60 milioni di anni la nostra orbita diventerà imprevedibile. La conseguenza è che l’eccentricità orbitale del nostro pianeta non può essere estrapolata verso il passato o verso il futuro per più di 60 milioni di anni. Tra le varie ricadute, vi è quella sulla climatologia. Una variazione non trascurabile dell’eccentricità comporta variazioni climatiche ben maggiori di quelle che vengono tenute in conto nei modelli odierni. Tutta una Scienza (la “paleoclimatologia”, ancora molto approssimativa) subisce un colpo terribile. Se i calcoli sono stati fatti e controllati accuratamente da Laskar, c’è proprio da crederci.

    Non ci resta che aspettare una sessantina di milioni di anni…

    Vincenzo Zappalà (pubblicato su  www.astronomia.com il 8 Settembre 2011)

      

    Torna in cima alla paginaTorna in cima alla pagina

Informazioni

Data: giovedì 8 settembre 2011

Argomento: CulturaVisualizza tutti gli interventi di questo Argomento |

 

Parole Chiave:

 

Stampa interventoStampa intervento

Invia per emailInvia per email

Salva articolo nella Lista PreferitiSalva nella Lista Preferiti