Poesie dell'acqua (I)


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    DA LE STAGIONI

    L'acqua assomiglia all'anima
    dell'uomo. È irrequieta, non ha posa.
    Si spande per le vie che scendono
    verso l'origine di ogni cosa.
    E poi si muta l'acqua,
    è dolce sino agli estuari viola nelle nubi in cielo
    dorme nelle stalattiti
    specchia il sole nel velo
    che fa sulle corolle
    di crochi e margherite
    ogni mattino.
    L'acqua è eterna
    non ha Destino.
    Questa che vedi nel bicchiere
    l'acqua luce delle fontane
    l'acqua nera delle tempeste
    il fango delle frane
    il torbido degli stagni
    il dondolio delle onde
    il tendere verso la luna
    delle maree, la quieta
    risacca lungo le spiagge sabbiose.
    Come una cometa
    di ghiacci sulla sua orbita
    va l'anima, ritorna
    al regno delle acque.
    oh innocente! oh sempre
    in movimento e mutevole
    Madre delle correnti
    marine e dei cavalloni
    dei gusci e delle alghe
    grembo su cui la lunanelle veglie notturne
    scende e si culla
    oh innocente
    profonda e quieta,
    giocatrice dolce tra le palme delle sponde
    tra le sabbie delle colline
    tra le isole di roccia
    e rovine e le isole
    giardino specchio di alte vele,
    e dei voli degli ibis.
    Acqua della fine
    acqua del principio
    l'anima ti attraversa
    forse su una nave o naufraga
    tra venti immani, o forse
    a nuoto, a nuoto
    e lenta, come un loto
    una zattereda.


    Giuseppe Conte

     
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