Chiesa cattolica. Il documento di 143 teologi tedeschi: una svolta necessaria.


  • È passato più di un anno da quando sono stati resi pubblici casi di abusi sessuali su bambini e adolescenti da parte di preti e religiosi nel collegio Canisius di Berlino.
    Ne è seguito un anno che ha gettato la Chiesa cattolica in Germania in una crisi senza eguali. L'immagine che oggi appare è ambivalente: molto si è cominciato a fare per rendere giustizia alle vittime, affrontare l'ingiustizia e scoprire le cause degli abusi, la dissimulazione e la doppia morale nelle proprie fila.


    In molti cristiani e cristiane responsabili, con o senza incarichi, dopo l'iniziale sgomento è cresciuta la consapevolezza che sono necessarie profonde riforme.

    L'appello ad un dialogo aperto sulle strutture di potere e di comunicazione, sulla forma del ministero ecclesiale e sulla partecipazione responsabile dei credenti, sulla morale e sulla sessualità, ha risvegliato attese, ma anche timori: si butta via un'opportunità, forse l'ultima, di superamento della paralisi e della rassegnazione evitando di affrontare i problemi o sottovalutando la crisi?

    La preoccupazione di un dialogo aperto, senza tabù, non è a tutti sospetto, in particolare non lo è se è imminente una visita del papa.

    Ma l'alternativa sarebbe un silenzio di tomba, perché le ultime speranze sono state distrutte, e semplicemente non può essere così.

    La crisi profonda della nostra Chiesa esige di discutere anche di quei problemi che a prima vista non hanno direttamente a che fare con lo scandalo degli abusi e con la sua pluriennale copertura.

    In quanto professoresse e professori di teologia non possiamo più tacere. Sentiamo la responsabilità di contribuire ad un autentico nuovo inizio: il 2011 deve diventare un anno di svolta per la Chiesa.

    Nell'anno trascorso tanti cristiani come mai prima d'ora hanno lasciato la Chiesa cattolica; hanno presentato all'autorità della Chiesa la disdetta della loro appartenenza o hanno privatizzato la loro vita di fede, per difenderla dall'istituzione.

    La Chiesa deve capire questi segnali per uscire essa stessa da strutture fossilizzate, per riconquistare nuova forza vitale e credibilità.

    Non si riuscirà ad attuare il rinnovamento delle strutture ecclesiali in un angosciato isolamento dalla società, ma solo con il coraggio dell'autocritica e con l'accoglienza di impulsi critici - anche dall'esterno.

    Questo fa parte delle lezioni dell'ultimo anno: la crisi degli abusi non sarebbe stata rielaborata in modo così deciso senza l'accompagnamento critico svolto dall'opinione pubblica.

    Solo attraverso una comunicazione aperta la Chiesa può riconquistare fiducia. Solo se l'immagine di Chiesa che essa ha di sé e l'immagine di Chiesa che gli altri hanno di lei non divergono, essa sarà credibile.

    Ci rivolgiamo a tutti coloro che non hanno ancora rinunciato a sperare in un nuovo inizio nella Chiesa e si impegnano in questo senso. Facciamo nostri anche i segnali di svolta e di dialogo, che alcuni vescovi hanno posto in questi ultimi mesi in discorsi, prediche e interviste.

    La Chiesa non è fine a se stessa. Essa ha la missione di annunciare a tutti gli uomini il Dio di Gesù Cristo che libera e che ama. Lo può fare solo se essa stessa è un luogo ed una testimone credibile dell'annuncio di libertà del Vangelo.

    Il suo parlare e il suo agire, le sue regole e le sue strutture – tutto il suo rapporto con gli uomini all'interno e all'esterno della Chiesa – derivano dall'esigenza di riconoscere e favorire la libertà degli uomini in quanto creature di Dio.

    Assoluto rispetto di ogni persona umana, attenzione alla libertà di coscienza, impegno per il diritto e la giustizia, solidarietà con i poveri e gli oppressi: questi sono i parametri teologici fondamentali, che derivano dall'impegno della Chiesa verso il Vangelo.

    In questo modo si rende concreto l'amore a Dio e al prossimo.

    L'orientamento verso il biblico annuncio di libertà implica un rapporto differenziato nei confronti della società moderna: da un certo punto di vista, essa è più avanti rispetto alla Chiesa, quando si tratta di riconoscimento di libertà, di maturità e di responsabilità; in questo la Chiesa può imparare, come ha già sottolineato il Concilio Vaticano II.

    Da un altro punto di vista, è ineludibile la critica che deriva dallo spirito evangelico nei confronti di questa società, ad esempio quando le persone vengono giudicate solo a seconda delle loro prestazioni, quando la solidarietà reciproca viene calpestata o quando la dignità degli esseri umani non viene riconosciuta.

    In ogni caso però vale quanto segue: l'annuncio di libertà del Vangelo costituisce il parametro per una Chiesa credibile, per il suo agire e la sua immagine sociale. Le sfide concrete con cui la Chiesa deve confrontarsi non sono affatto nuove.

    E tuttavia non si riescono a vedere delle riforme che guardino al futuro. Occorre portare avanti un dialogo aperto su questo nei seguenti ambiti di problematicità.


    1. Strutture di partecipazione: in tutti i campi della vita ecclesiale la partecipazione dei credenti è la pietra di paragone per la credibilità dell'annuncio di libertà del Vangelo.

    Conformemente all'antico principio giuridico “Ciò che riguarda tutti, deve essere deciso da tutti” occorrono più strutture sinodali a tutti i livelli della Chiesa.
    I credenti devono essere resi partecipi alla scelta di importanti “rappresentanti ufficiali” (vescovo, parroco).

    Quello che può essere deciso sul posto, lì deve essere deciso. Le decisioni devono essere trasparenti.



    2. Comunità: le comunità cristiane devono essere luoghi nei quali le persone condividono beni spirituali e materiali. Ma attualmente la vita comunitaria è in declino.

    Sotto la pressione della mancanza di preti vengono costruite delle unità amministrative sempre più grandi – “parrocchie
    extralarge” – , nelle quali non possono quasi più essere vissute vicinanza e appartenenza. Si pone fine a identità storiche e a reti sociali particolarmente significative. I

    preti vengono “bruciati” [dall'eccesso di compiti] e finiscono per esaurirsi. I credenti restano lontani, se non viene data loro la fiducia di assumersi una corresponsabilità e di sentirsi partecipi in strutture democratiche alla direzione delle loro comunità.

    Il ministero ecclesiale deve servire alla vita delle comunità – non il contrario. La Chiesa ha bisogno anche di preti sposati e di donne in servizio ecclesiale.



    3. Cultura del diritto: il riconoscimento di dignità e libertà di ogni essere umano si mostra appunto quando i conflitti vengono affrontati in modo equo e con rispetto reciproco.

    Il diritto ecclesiale merita questo nome solo se i credenti possono effettivamente far valere i loro diritti.
    Difesa del diritto e cultura del diritto nella Chiesa devono essere urgentemente migliorati; un primo passo in questa direzione è la creazione di una giurisdizione amministrativa ecclesiale.



    4. Libertà di coscienza: Rispetto per la coscienza individuale significa porre fiducia nella capacità di decisione e di responsabilità degli uomini.

    Favorire e sviluppare questa capacità è anche compito della Chiesa; non deve però trasformarsi in paternalismo.

    Riconoscere seriamente libertà di coscienza è qualcosa che ha a che fare con l'ambito delle decisioni personali sulla vita e delle forme di vita individuale. L'alta considerazione della Chiesa per il matrimonio e per la forma di vita senza matrimonio è fuori discussione.

    Ma essa non impone di escludere le persone che vivono responsabilmente l'amore, la fedeltà e la cura reciproca in una unione omosessuale o come
    divorziati risposati.



    5. Riconciliazione: la solidarietà con i peccatori presuppone di prendere sul serio il peccato al proprio interno. Un pretenzioso rigorismo morale non si confà alla Chiesa.

    La Chiesa non può predicare riconciliazione con Dio, senza procurare essa stessa nel suo agire i presupposti per la riconciliazione con coloro verso i quali è diventata colpevole: per violenza, per violazione del diritto, per il rovesciamento del biblico annuncio di libertà in una morale rigorosa priva di misericordia.



    6. Celebrazione: la liturgia vive della partecipazione attiva di tutti i credenti. In essa devono trovare spazio le esperienze e le forme di espressione attuali. La celebrazione non deve irrigidirsi in tradizionalismo.

    La molteplicità culturale arricchisce la vita liturgica e non può conciliarsi con le tendenze verso una unificazione centralistica. Solo quando la celebrazione della fede accoglie concrete situazioni di vita l'annuncio della Chiesa raggiungerà le persone.

    Il processo di dialogo ecclesiale iniziato può condurre alla liberazione e al cambiamento se tutte le parti coinvolte sono pronte ad affrontare i problemi impellenti.

    Si tratta di cercare in un libero ed equo scambio di argomentazioni le soluzioni che portino la Chiesa fuori dalla sua paralizzante autoreferenzialità.

    Alla tempesta dello scorso anno non può seguire alcuna pace! Nella situazione attuale questa potrebbe essere solo una pace tombale.
    La paura non è mai stata una buona consigliera in tempi di crisi.

    Cristiane e cristiani sono esortati dal Vangelo a guardare con coraggio al futuro e – sulla parola di Gesù – a camminare come Pietro sulle acque: “Perché avete così paura? È così piccola la vostra fede?”



    I firmatari (143 fino al 3 febbraio 2010):

    Albus, Michael, Universität Freiburg
    Anzenbacher, Arno, Universität Mainz
    Arens, Edmund, Universität Luzern
    Autiero, Antonio; Universität Münster
    Bäumer, Franz Josef, Universität Gießen
    Baumgartner, Isidor, Universität Passau
    Bechmann, Ulrike, Universität Graz
    Belok, Manfred, Theologische Hochschule Chur
    Benk, Andreas, Pädagogische Hochschule Schwäbisch-Gmünd
    Bieberstein, Klaus, Universität Bamberg,
    Bieberstein, Sabine, Katholische Universität Eichstätt
    Biesinger, Albert, Universität Tübingen
    Bischof, Franz Xaver, LMU München
    Blasberg-Kuhnke, Martina, Universität Osnabrück
    Böhnke, Michael, Universität Wuppertal
    Bopp, Karl SDB, Phil.-Theol. Hochschule Benediktbeuern
    Bremer, Thomas, Universität Münster
    Brosseder, Johannes, Universität zu Köln
    Broer, Ingo, Universität Siegen
    Bucher, Anton A., Universität Salzburg
    Collet, Giancarlo, Universität Münster
    Dautzenberg, Gerhard, Universität Gießen
    Demel, Sabine, Universität Regensburg
    Droesser, Gerhard, Universität Würzburg
    Eckholt, Margit, Universität Osnabrück
    Emunds, Bernhard, Phil.-Theol. Hochschule St. Georgen
    Ernst, Stephan, Universität Würzburg
    Feiter, Reinhard, Universität Münster
    Franz, Albert, Universität Dresden
    Frevel, Christian, Universität Bochum
    Fröhling, Edward SAC, Phil.-Theol. Hochschule Vallendar
    Fuchs, Ottmar, Universität Tübingen
    Fürst, Alfons, Universität Münster
    Gabriel, Karl, Universität Münster
    Garhammer, Erich, Universität Würzburg
    Göllner, Reinhard, Universität Bochum
    Görtz, Heinz-Jürgen, Universität Hannover
    Goertz, Stephan, Universität Mainz
    Grümme, Bernhard, Pädagogische Hochschule Ludwigsburg
    Häfner, Gerd, LMU München
    Haker, Hille, Universität Frankfurt am Main, Chicago
    Hartmann, Richard, Theologische Fakultät Fulda
    Heimbach-Steins, Marianne, Universität Münster
    Heinz, Hanspeter, Universität Augsburg
    Hemel, Ulrich, Universität Regensburg
    Hengsbach, Friedhelm SJ, Phil.-Theol. Hochschule St. Georgen
    Hilberath, Bernd-Jochen, Universität Tübingen
    Hilpert, Konrad, LMU München
    Höfer, Rudolf, Universität Graz
    Höhn, Hans-Joachim, Universität zu Köln
    Hoffmann, Johannes, Universität Frankfurt am Main
    Hoffmann, Paul, Universität Bamberg
    Holderegger, Adrian, Universität Freiburg(Schweiz)
    Holzem, Andreas, Universität Tübingen
    Hünermann, Peter, Universität Tübingen
    Jäggle, Martin, Universität Wien
    Jorissen, Hans, Universität Bonn
    Kampling, Rainer, Universität Berlin
    Karrer, Leo, Universität Freiburg/Schweiz
    Kern, Walter, Pädagogische Hochschule Ludwigsburg
    Kessler, Hans, Universität Frankfurt am Main
    Kienzler, Klaus, Universität Augsburg
    Kirchschläger, Walter, Universität Luzern
    Knobloch, Stefan, OFMCap, Universität Mainz
    Könemann, Judith, Universität Münster
    Kohler-Spiegel, Helga, Pädagogische Hochschule Feldkirch/Vorarlberg
    Kos, Elmar, Universität Vechta
    Kraus, Georg, Universität Bamberg
    Kruip, Gerhard, Universität Mainz
    Kügler, Joachim, Universität Bamberg
    Kuhnke, Ulrich, Hochschule Osnabrück
    Kuld, Lothar, Pädagogische Hochschule Weingarten
    Ladenhauf, Karl-Heinz, Universität Graz
    Lang, Bernhard, Universität Paderborn
    Langer, Wolfgang, Perchtolsdorf
    Lesch, Karl Josef, Universität Vechta
    Loretan, Adrian, Universität Luzern
    Lüdicke, Klaus, Universität Münster
    Ludwig, Heiner, TU Darmstadt
    Lutterbach, Hubertus, Universität Duisburg-Essen
    Maier, Joachim, Schriesheim
    Meier, Johannes, Universität Mainz
    Mennekes, Friedhelm SJ, Köln
    Merks, Karl-Wilhelm, Bonn
    Mette, Norbert, Technische Universität Dortmund
    Michel, Andreas, Universität zu Köln
    Mieth, Dietmar, Universitäten Erfurt und Tübingen
    Missala, Heinrich, Universität Duisburg-Essen
    Möhring-Hesse, Matthias, Universität Vechta
    Mooney, Hilary, Pädagogische Hochschule Weingarten
    Müller, Klaus, Universität Münster
    Müllner, Ilse, Universität Kassel
    Nauer, Doris, Phil.-Theol. Hochschule Vallendar
    Neuner, Peter, LMU München
    Niederschlag, Heribert SAC, Phil.-Theol. Hochschule Vallendar
    Odenthal, Andreas, Universität Tübingen
    Ollig, Hans-Ludwig SJ, Phil.-Theol. Hochschule St. Georgen
    Pellegrini, Silvia, Universität Vechta
    Pemsel-Maier, Sabine, Pädagogische Hochschule Karlsruhe
    Pesch, Otto Hermann, Universität Hamburg
    Pock, Johann, Universität Wien
    Poplutz, Uta, Universität Wuppertal
    Porzelt, Burkard, Universität Regensburg
    Raske, Michael, Universität Frankfurt am Main
    Richter, Klemens, Universität Münster
    Roebben, Bert, Universität Dortmund
    Rotter, Hans, Universität Innsbruck
    Sauer, Ralph, Universität Vechta
    Schäper, Sabine, Katholische Fachhochschule Münster
    Schmälzle, Udo, Universität Münster
    Schmidt, Thomas M., Universität Frankfurt am Main
    Schmiedl, Joachim, Phil.-Theol. Hochschule Vallendar
    Schockenhoff, Eberhard, Universität Freiburg
    Scholl, Norbert, Pädagogische Hochschule Heidelberg
    Schulz, Ehrenfried, LMU München
    Schreiber, Stefan, Universität Augsburg
    Schreijaeck, Thomas, Universität Frankfurt am Main
    Schüller, Thomas, Universität Münster
    Schüngel-Straumann, Helen, Universität Kassel / Basel
    Seeliger, Hans-Reinhard, Universität Tübingen
    Siller, Hermann Pius, Universität Frankfurt am Main
    Simon, Werner, Universität Mainz
    Spiegel, Egon, Universität Vechta
    Steinkamp, Hermann, Universität Münster
    Steins, Georg, Universität Osnabrück
    Stosch, Klaus von, Universität Paderborn
    Striet, Magnus, Universität Freiburg
    Strotmann, Angelika, Universität Paderborn
    Theobald, Michael, Universität Tübingen
    Trautmann, Franz, Pädagogische Hochschule Schwäbisch-Gmünd
    Trautmann, Maria, Katholische Universität Eichstätt
    Trocholepczy, Bernd, Universität Frankfurt am Main
    Vogt, Markus, LMU München
    Wacker, Marie-Theres, Universität Münster
    Wahl, Heribert, Universität Trier
    Walter, Peter, Universität Freiburg
    Weirer, Wolfgang, Universität Graz
    Wendel, Saskia, Universität zu Köln
    Wenzel, Knut, Universität Frankfurt am Main
    Werbick, Jürgen, Universität Münster
    Willers, Ulrich, Katholische Universität Eichstätt
    Ziebertz, Hans-Georg, Universität Würzburg
    Zwick, Reinhold, Universität Münster



    Testo originale: Memorandum der Theologen "Kirche 2011: Ein notwendiger Aufbruch"

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