Malati si nasce: il peccato originale


  • Malati si nasce: il peccato originale

     

    Nella Genesi è scritto: “Il Signore Dio diede questo comandamento all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare»”.

    Dio ha realizzato il creato dividendo continuamente: le oscurità dalla luce, le acque dalle terre, la varietà delle piante e delle specie animali. Al contrario, nell’albero della conoscenza, bene e male non sono stati separati. Come in ogni cuore, bene e male convivono e sono indivisibili. L’uno può scaturire dall’altro e la loro mescolanza costituisce il campo della libertà. Insieme, bene e male significano tutto, e dunque, mangiando il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, Adamo ed Eva hanno preteso di conoscere tutto. La presunzione di conoscenza, il peccato all’origine di tutti i peccati,svela la natura finita e incompleta dell’uomo. La sua conoscenza si mostra parziale e limitata e la ricerca di sapere si rivela essere un percorso lento e faticoso, scandito, passo dopo passo, da scelte libere.

    Proseguendo nella narrazione della Genesi, dopo aver mangiato, Adamo ed Eva si accorsero di essere nudi e si nascosero. “Allora Dio chiese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dall’albero da cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato» …la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato»”.

    Con il peccato originale, tutti i legami che Dio aveva armoniosamente tessuto nella creazione si infrangono. Il legame tra Dio e l’uomo si spezza non appena l’uomo si accorge di essere nudo. La relazione tra uomo e donna si infrange quando Adamo incolpa Eva, che egli aveva chiamato “carne dalla mia carne e osso delle mie ossa”. Infine, l’armonia tra l’uomo e il creato si rompe quando Eva accusa il serpente. L’uomo sperimenta la paura e la solitudine, sentimenti che sempre accompagnano sofferenza e malattia. Da questo momento, la vita dell’uomo diventa un impegnativo cammino di riavvicinamento alla natura, alle relazioni umane e alla comunione con Dio. Un cammino libero, pieno di inciampi, dove spesso si perde l’intelligenza necessaria a distinguere il male.  

    Infine, nel racconto della Genesi, “Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì”. Prima che Adamo ed Eva possano lasciare il giardino dell’Eden, Dio li protegge con i panni della sua misericordia infinita, che rappresentano un segno di speranza formidabile per il cammino dell’uomo. Dio ama indistintamente tutti, anche chi si è dimenticato di lui e chi non ricambia in alcun modo, perché sa che l’unica cosa veramente importante, in grado di restituire pace e felicità, è l’amore.

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Data: lunedì 18 novembre 2019

Argomento: CatechesiVisualizza tutti gli interventi di questo Argomento | Commento al Vangelo

 

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