Noli Me Tangere

  • Con sopra la tradizionale scritta “ noli me tangere “ . L’immagine rappresenta la scena di Gesù Risorto che incontra Maria di Magdala . L’evangelista S. Giovanni la descrive così:

    Maria piangente vicino al sepolcro si volse indietro:” e vide Gesù che stava in piedi ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù : donna perché piangi? Chi cerchi ?. Essa pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: Signore , se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo. Gesù le disse: Maria! . Essa allora voltatasi verso di Lui le disse in ebraico: Rabbuni che significa Maestro! . Gesù le disse non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre. Va piuttosto dai miei fratelli e di loro: salgo al Padre mio e al Padre vostro, Dio mio e Dio vostro.” Gv. 20,13-18

    La tela è firmata da Giangiacomo Duti di Urbino che la dipinse nel 1602; stupisce il fatto che è dipinta da un bozzetto di Federico Barocci del 1596 conservato attualmente agli Uffizi a Firenze, mentre l’unica tela ricavata dal bozzetto e firmata dal pittore F. Barocci è del 1606 e si trova nella Pinacoteca di Monaco La nostra tela è precedente l’unica originale che il Barocci ricava dal suo bozzetto. Barocci era solito servirsi più volte dello stesso bozzetto che in genere preparava con molta cura, questo fatto insieme alla bellezza di certe parti fanno pensare ad una presenza della mano del grande pittore in aiuto a quella dell’allievo, peraltro molto giovane, e che tale morirà di li a non molti anni.

    La tela è un invito alla contemplazione del Mistero della Resurrezione, mistero che rompe il rapporto di Gesù con lo spazio e con il tempo facendolo diventare contemporaneo di ogni uomo. Per questo nella raffigurazione, quasi meditazione in atto, la scena nella quale si svolge l’incontro tra Gesù e la Maddalena non è Gerusalemme ma Urbino del quale si intravedono i Torrioncini del Palazzo Ducale. Il tutto ha una intensità emotiva che esprime la cultura della crisi in atto alla fine di quel secolo. Certo la fede non è solo commozione estetica né l’impulso immediato del cuore come la Maddalena lascerebbe capire ma il paradosso dell’esistenza e quindi passione anche del pensiero.

Dettagli dell'opera

Autore: Giangiacomo Duti

Data realizzazione: 1602


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