Carteglorie

  • Le tre cartegloria, con struttura a cartella, poggiano su piedini fitomorfi impostati su un gradino. Le cartelle hanno base a motivi fitomorfi che includono volute e fiori stilizzati. La cornice esterna, a sagomatura pentagonale, ha un contorno mosso da due grandi volute in alto e da due foglie nella parte inferiore. Alla sommità sono poste teste di cherubino ad aggetto, un medaglione ovale, liscio e due volute sormontate da un decoro fitomorfo. La superficie di fondo presenta un motivo embricato inciso.

    Il servizio di cartegloria è contrassegnato dal merco dell'argentiere romano Giovanni Francesco Arrighi, dal camerale n° 43 e dall'iscrizione recante la data di fattura 1694 e il nome del donatore Giovanni Pietro Fringuelli.
    L'argentiere Arrighi, figlio di Agostino, è fattore presso Bartolomeo Colleoni tra il 1665 e il 1666. Il 12 maggio 1683 ricevette le lettere patenti con la firma di garante di Giovanni Giardini, nel 1705 è eletto terzo console. Nel 1707, 1719 e 1720 fu secondo Console, e morì il 5 settembre 1730. (Bulgari C., Calissoni A., parte I, Roma, 1969, pp. 74-75).

     

    Materia e tecnica: lamina d' argento sbalzata, cesellata e bulinata su anima di legno
    Punzoni: camerale n° 43 (Bulgari c., Calissoni A., 1977, p. 23) e bollo dell' argentiere n° 193 (Bulgari c., Calissoni A ..
    1969), sui tre piedini di sinistra
    Iscrizioni: AD ISTANZA DIO GIO: PIETRO FRENGVELLI AW 1694, nelle cartelle

    Giovanni Francesco Arrighi (Roma 1646-l730)
    1694
    43.5 x 54.5 cm.; 27.5 x 30 cm.
    Jesi, Museo diocesano

    Bibliografia:
    Guida al Museo Diocesano, 2001, p. 37

Dettagli dell'opera

Autore: Giovanni Francesco Arrighi

Data realizzazione: 1694


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