E. SERRA

     


    Alghe  sul mondo

    Un mare antico di mille millenni; stanco.

    Palpita, s’amplia, e cova l’uragano,

    ma, grave e blando, non lo può sbrigliare.

    E come il centenario pastore, con la bocca

    nascosta nella barba, beve il latte fra i macigni dell’antro,

    questo, d’innumerabili

    graggi pastore in glauche praterie, filtra l’ultime schiume

    di tempeste lontane.

    Malinconia dell’ombre fra i sommersi littorali, vischiosi d’ulve amare...; ché giù precipitati i continenti,

    - antemurali ai pelaghi -,

    ovunque è solo il mare; e sono spenti da evi immemorabili,

    i fuochi e i fari.

    Delle sparite genti che abitarono quei fondali (e fu certo gloriosa la loro istoria),

    non intravede il mare

    che scheletri di porti ingombri d’alghe, e allucinate, all’àncora per sempre, larve di navi.

    Sola sull’acque rimane, ultima glora della terra, quest’isola bruciata, infesto

    cancro del mare, e torva guarda il cielo. Nessun richiamo dal cielo dal mare, pallidi involucri

    del mondo.

    Il resto,

    senza memoria.


    (1957)

     

    Ettore Serra

    ( da “La casa in mare”, 1959)

    [...]



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