Getsemani. "Ah, miei piedi nudi, che camminate

    sopra la sabbia del deserto!
    Miei piedi nudi, che mi portate
    là dove c'è un' unica presenza
    e dove non c'è nulla che mi ripari da nessuno sguardo!
    … omissis …
    Come già per il popolo d'Israele o l'apostolo Paolo,
    il deserto mi si presenta come ciò
    che, della realtà, è solo indispensabile.
    O, meglio ancora, come la realtà
    di tutto spogliata fuori che della sua essenza.
     … omissis …
    Non c'è infatti, qui intorno, niente
    oltre a ciò che è necessario:
    la terra, il cielo e il corpo di un uomo.
    … omissis …
    Bene. E cosa dire di me?
    Di me, che sono dove ero, e ero dove sono,
    automa di una persona reale
    mandato nel deserto a camminare per essa?
    IO SONO PIENO DI UNA DOMANDA A CUI NON SO RISPONDERE.
    Triste risultato, se questo deserto io l'ho scelto
    come il luogo vero e reale della mia vita!
    … omissis …
    Nel profondo silenzio dell'evocazione sacra,
    mi chiedo allora se, per andare nel deserto,
    non bisogni avere avuto una vita
    già predestinata al deserto; e se, dunque,
    vivendo nei giorni della storia - così meno bella,
    pura ed essenziale della sua rappresentazione –
    non bisogni aver saputo rispondere
    alle sue infinite e inutili domande,
    per poter rispondere, ora,
    a questa del deserto, unica e assoluta."
     
     Pier Paolo Pasolini “Ah, i miei piedi nudi”,  prima parte, tratto da Teorema - Garzanti 1969.
    [...]