Ho letto

     sovente che le parole tradiscono il pensiero, ma mi sembra che le parole scritte lo tradiscano ancor di più.

    Tu sai ciò che resta di un testo dopo due successive traduzioni.

    E poi, io non sono abile. Scrivere è una scelta perpetua tra mille espressioni, nessuna delle quali, avulsa dalle altre, mi soddisfa completamente.  Eppure dovrei sapere che soltanto la musica permette il concatenarsi degli accordi.

    Una lettera, anche la più lunga, costringe a semplificare ciò che non avrebbe dovuto essere semplificato:  si è sempre così poco chiari quando si tenta di essere esaurienti!

    Qui vorrei fare uno sforzo, non soltanto di sincerità, ma anche di esattezza; ce ne saranno di cancellature in queste pagine; ce ne sono già. Ciò che ti chiedo  (la sola cosa che ti posso chiedere ancora)  è di non saltare alcuna di queste righe che mi saranno costate tanto.

    Se è difficile vivere, è ancora più difficile spiegare la propria vita.

     

                 MARGUERITE  YOURCENAR  (1903-1987)

                  (dal racconto “Alexis”,  Feltrinelli  1983)

     

     

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