L’idea che ci si possa liberare dal buio

     solo perché si accende la luce è fallace.

    L’operazione riesce momentaneamente e bisogna sempre mettere in conto che del buio noi abbiamo bisogno quanto abbiamo bisogno della luce. Per questo il Romanticismo tiene banco dopo l’Illuminismo. […]

    Non possiamo accettare che tutto ciò che sta nel buio venga liquidato una volta per tutte. Così come non è possibile pensare di poter spiegare tutto in termini che diciamo razionali.

    La scienza che sembra procedere di luce in luce si muove invece ai margini del buio.  L’impressione è che la zona di buio si sposti a seconda della zona di luce: l’inesplorato non è una zone definita per sempre, ma si muove con noi e, con le nuove acquisizioni,  semplicemente si sposta. Anche qui la ricerca si muove in alcune direzioni ma non, ovviamente, in tutte.

    Si pensi al problema uomo-cosmo.

    L’esplorazione dell’universo non può contare più di tanto sul corpo umano: arrivato sulla luna nel 1969  l’uomo si è dovuto fermare.

    Date le dimensioni dell’universo il viaggio lunare è simile a un’esplorazione che avvenga nel cortile di casa. […] Non cambierà di  molto la proporzione se equipaggi umani riusciranno a raggiungere Marte.

    Tutto il sistema solare è nulla rispetto all’universo.

    Per paradossale che sia, noi esploriamo lo spazio con la mente: dai calcoli dei matematici  e dai loro modelli dipende l’idea di una possibile origine e dimensione del cosmo.

     

                   PAOLO  MAURI     (1945)

                 (da “Buio”,  Einaudi   2007)

    [...]



Le altre settimane

Ecco le frasi delle domeniche passate. Per riflettere durante la settimana.

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