Se la matematica

    (sistema specializzato di pochi segni, fondato e governato con assiduità dall’intelligenza) contiene aspetti incomprensibili ed è continuamente oggetto  di discussione, quanto sarà incomprensibile e oscuro il linguaggio che è un guazzabuglio raccogliticcio di migliaia di simboli, maneggiato quasi a caso?

    Libri presuntuosi - la Grammatica e il Dizionario -   simulano rigore nel disordine.

    Non c’è dubbio che dobbiamo studiarli e onorarli, ma senza dimenticare che sono classificazioni fatte a posteriori, non inventori o generatori di lingue.

    E neppure le parole assumono invariabilmente l’accezione che assegna loro il dizionario, né esiste una relazione sicura tra i precetti della grammatica e quelli della narrazione o del ragionamento.

    L’ambiguità delle parole è inconfutabile.

    Sostiene Novalis:  Ogni parola ha un significato particolare, altri connotativi e altri ancora del tutto arbitrari e falsi.

    C’è il significato comune, quello etimologico, quello figurato, quello che evoca  un’atmosfera.

    Il primo prevale di solito nella conversazione e nella prosa, il secondo è un ornamento occasionale dei letterati, il terzo è un’abitudine da oziosi del pensiero. Quanto all’ultimo, non è stato ratificato da nessuno, ma è usato e abusato da tutti.

     

                 JORGE  LUIS  BORGES     (1899-1986)

                        (da “Il prisma e lo specchio –

                         Testi ritrovati  1919-1929”,

                                  Adelphi    2009)

     

    Traduzione di  L.  Lorenzini.

    [...]



Le altre settimane

Ecco le frasi delle domeniche passate. Per riflettere durante la settimana.

Modifica fraseModifica frase


Leggi le Notizie parrocchiali

Iscriviti ad una Newsletter

Sottovoce

Il giornalino della Parrocchia, scopri il suo archivio e leggi il nuovo numero.