Questo oleandro già pronto a sfiorire mi svela


    che il mondo si sbriciola a guardarlo troppo.

    Meglio ignorare l’indifferente natura, la gelida,

    che puntarvi addosso lo sguardo come il malocchio.

    Ogni cosa è imbrattata di ciglia di estranei,

    e le nostre pupille curiose ne affrettano

    la muffa, lo sfarinío di farfalla, il dissesto,

    il mesto giallore da Presto Giovanni,

    insomma l’ingresso nel Buio Pesto.

    Lo sguardo denuda lo sfarzo mendace del creato,

    straccia gli involucri bagattellieri, e l’immagine

    non resiste alla nostra inquisizione oculare,

    ma il giuoco è reciproco, tu pure sei fragile

    e polvere, se ti osserva un oleandro.

     

           ANGELO  MARIA  RIPELLINO      (1923-1978)

              (da “Sinfonietta”, in “Notizie dal  diluvio –

              Sinfonietta – Lo splendido violino verde”

                                    Einaudi  2007)

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