Dalla natura alla storia …


    Ero un ragazzo, non sapevo cosa si muoveva

    estraneo davanti ai miei occhi alla luce del giorno

    e le nobili figure di questo mondo, gioiose,

    circondavano meravigliosamente il mio cuore

    assopito e inesperto.

    Stupito, ho ascoltato spesso il fluire delle acque

    e ho visto fiorire il sole e il giovane giorno

    della terra silenziosa che si accendeva con lui.

    Allora nasceva in me un canto e il mio cuore, ancora buio,

    diveniva luminoso nei versi della preghiera;

    allora chiamavo per nome le divinità

    della natura, straniere e presenti,

    e lo spirito mi risolveva in una parola,

    in un’immagine beata  l’enigma della vita.

    Così crebbi sereno, ma altro

    era già in attesa. Infatti, più violenta

    dell’acqua  la selvaggia ondata degli uomini

    si infranse contro il mio petto, e dal tumulto

    giunse al mio orecchio la voce del popolo infelice.

     

                FRIEDRICH  HÖLDERLIN      (1770-1843)

             (Da  “La morte di Empedocle”, terza stesura;

                                Bompiani 2003)

     

    Traduzione di  Laura Balbiani

     

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