S I M O N I A

            

     

    O Simon mago, o miseri seguaci

    che le cose di Dio, che di bontate

    deon essere spose, e voi rapaci

    per oro e per argento avolterate,

    or convien che per voi suoni la tromba,

    però che ne la terza bolgia state.

                                                                  (Inferno  XIX   1-6)

     

     

    Vi era da tempo in città [città samaritana] un tale di nome Simone, che praticava la magia e faceva strabiliare gli abitanti della Samaria, spacciandosi per un grande personaggio. A lui prestavano attenzione tutti,  piccoli e grandi, e dicevano: “Costui è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande”.  Gli prestavano attenzione, perché per molto tempo li aveva stupiti con le sue magie.  Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che annunciava il Vangelo del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. Anche lo stesso Simone credette e, dopo che fu battezzato, stava sempre attaccato a Filippo.  Rimaneva stupito nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.

    Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che  la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

    Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: “Date anche a me questo potere perché, a chiunque io  imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo”.

    Ma Pietro gli rispose: “Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perché hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio!  Non hai nulla da spartire né da guadagnare in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l’intenzione del tuo cuore.  Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell’iniquità”.

    Rispose allora Simone: “Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto”.         (Atti degli Apostoli     8    9-24)

     

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