Una donna valente, chi mai potrà trovarla?


    Sovrasta anche le perle il suo valore. In lei confida il cuore del marito, ed il profitto non verrà a mancare. E  gli rende del bene, e non del male, per tutti i giorni della sua esistenza.

    Si dà cura del lino e della lana; lavorano con gioia le sua mani. Ed è come le navi mercantili: fa giungere il suo pane di lontano.

    Si alza che è ancora notte, distribuisce il cibo ai suoi domestici e i compiti alle proprie servitrici. Fa progetti su un campo e poi lo acquista, ed è col frutto delle proprie  mani che si pianta una vigna.

    Stringe forte i suoi fianchi, dà forza alle sue braccia.  Sente che il suo lavoro è cosa buona; di notte non si spegne la sua lampada. Stende le proprie dita alla conocchia; le sue mani si serrano sul fuso.

    Spalanca la sua mano all’indigente; le sue dita dischiude per il povero.

    Non teme neve e freddo per i propri domestici, perché i suoi domestici vestono lana rossa.

    Arazzi si prepara, e la sua veste è tutta lino e lana porporina.

    Stimabile è alle porte suo marito, seduto con gli Anziani del paese.

    Lei fa una tunica e poi la rivende, una cintura cede al Cananeo.

    Forza e splendore sono il suo vestito: sorriderà nel giorno che verrà.

    La propria bocca apre con sapienza; legge d’amore sta sulla sua lingua.

    Sorveglia i movimenti dei domestici; di pane di pigrizia non si ciba.

    Si levano i suoi figli, la dicono beata, e suo marito ne tesse la lode.

    Molte son le figlie che si son fatte onore, ma tu le hai superate tutte quante.

    Falsa è la grazia, vana è la bellezza: colei che teme Dio si loderà.

    Datele il frutto delle sue mani: la lodino  alle porte le sue opere.

     

                      Dal libro biblico dei “PROVERBI”      (31,   19-31)

     

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