Mi vedo là, teso, rosso, come annodato.

     


     

    Mi vedo là, teso, rosso, come annodato. E quando tutti insistevano, curvi intorno a me, coi loro cos’hai, cosa succede, alludevo, in frasi spezzate, a torti ricevuti, a strane e nuove presenze di nemici nella mia vita.

    Parlavo a rare sillabe, ogni parola doveva essermi estratta con sforzo da una bocca che subito richiudevo con violenza, come chiuso, cocciutamente, era tutto quel mio corpo grosso, muscoloso, intrattabile. Poi si giungeva ai: “Come t’hanno ridotto? Chi ti fa vivere così? Cosa t’han fatto? Chi ? Chi ti fa questo?”

    Per tutta risposta, invece di dire semplicemente, ma non avrei saputo farlo, TU MAMMA, cocciutamente ripetevo la misteriosa e corta parola: “Loro.”

    Allora lei con un principio di speranza: “I tuoi compagni? Quei tuoi amici orribili? O quei preti?” Ma non ne otteneva che quel diniego cocciuto della mia grossa testa fra spalle ingobbite.

    “Chi allora?” insisteva, ed era fresca, dolce, sfuggente. Alzavo il capo un attimo e rispondevo: “I maledetti.”

    Guardandosi intorno lei annunciava: “Questo  bambino sogna.”

    Allora insistevo con certe mie preghiere: “Mandami via. Mandami a Corniano. Sto là solo, anche l’inverno.” Lei lasciava cadere il discorso. Argomento chiuso.


    Fu durante uno di quei momenti, che io presi la mano di mia madre come per baciarla; la guardai, misurandola; e gliela morsi a sangue, come se ci mettessi un timbro.

    E c’è questo: mia madre non inveì affatto, pose soltanto sulla mano uno dei suoi fazzoletti profumati, ostentando quasi spudoratamente la sua notoria insensibilità al dolore fisico.

    Che ammirazione, e che odio!

    Si allontanva così da me più che mai; la collera e le percosse sarebbero state una maniera, benché disperata, di farmela sentire vicina...

     

    Pier  Maria  Pasinetti  (Venezia, 1913)

    (dal Cap. XVIII  di “Rosso veneziano”, 1960; pubblicato da Bompiani)

     

     

    [...]



Le altre settimane

Ecco le frasi delle domeniche passate. Per riflettere durante la settimana.


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