Prototipo della generazione “scapigliata”


     

    Ell’era così fragile e piccina

    che, più che amor, di lei pietà sentìa;

    d’angioletto parea la sua testina,

    così diafana ell’era e così pia.

     

    Le orazioni dicea sera e  mattina,

    di notte avea paura e non dormìa,

    piacevanle le bacche di uva spina,

    le chicche, e mi dicea “dolcezza mia”.

     

    Ella era piena di delicatezze,

    piangea di tutto e sorridea di tutto,

    vivea di zuccherini e di carezze.

     

    Eppur quel fior sì frale e delicato

    ha la mia forte gioventù  distrutto,

    ha la saldezza  del mio cor spezzato.

     

            IGINO  UGO  TARCHETTI      (1841-1869)

            (a p. 435 di “Poeti minori dell’Ottocento

            italiano”, a cura di F. Ulivi,  Vallardi 1963)

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