LA MALATTIA DELL’OLMO

      

    Se  ti importa che ancora sia estate

    eccoti in riva al fiume l’albero squamarsi

    delle foglie più deboli: roseogialli

    petali di fiori sconosciuti

    -         e a futura memoria i sempreverdi

    immobili.

     

    Ma più importa che la gente cammini in allegria

    che corra al fiume la città e un gabbiano

    avventuratosi sin qua si sfogli

    in un lampo di candore.

     

    Guidami tu, stella variabile, fin che puoi …

     

    -         e il giorno fonde le rive in miele e oro

     le rifonde in un buio oleoso

     fino al pullulare delle luci.

                                                   Scocca

    da quel formicolio

    un atomo ronzante, a colpo

    sicuro mi centra

    dove più punge e brucia.

     

    Vienmi vicino, parlami, tenerezza,

    -         dico voltandomi a una

    vita fino a ieri a me prossima

    oggi così lontana - scaccia

    da me  questo spino molesto,

    la memoria:

    non si sfama mai.

     

    È  fatto -  mormora in risposta

    nell’ultimo chiaro

    quell’ombra -  adesso dormi, riposa.

     

                                                                         Mi hai

    tolto l’aculeo, non

    il suo fuoco - sospiro abbandonandomi a lei

    in sogno con lei precipitando già.

     

          VITTORIO   SERENI     (1913-1983)

          (da  “Stella variabile”, in  “Poesie”

                         Mondadori  1995)

     

     

                                         

     

    [...]



Le altre settimane

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