GOETHE per oggi...

     


    Un passaggio dell’ultima lettera (“nach eilfe”, “dopo le undici”) di Werther a Lotte:

     

    Tutto è così silenzioso attorno a me e così calma l’anima mia, e io ti ringrazio, Dio, di aver concesso ai miei ultimi istanti questo calore e questa forza.

    Mi accosto alla finestra, mia amata, e tra le cupe nubi fuggitive vedo, vedo ancora alcune stelle dell’eterno cielo. No, voi non cadrete! L’Eterno vi tiene salde al suo cuore, come tiene anche me.

    Ho visto le stelle dell’Orsa, la più cara tra le costellazioni.

    Quando, di notte, uscivo da casa tua, appena ero fuori della porta, essa mi stava di fronte. Con quale ebbrezza io l’ho talvolta contemplata! Spesso, con le mani protese, ne ho fatto il segno sacro della mia felicità.

    Oh, Lotte, quante cose ancora mi parlano di te!

    Sei da ogni parte attorno a me, e io assomiglio a un fanciullo che, mai sazio, ha serbato ogni pur piccola cosa che tu abbia sfiorata! Caro volto!

    Ecco, io ti restituisco questo tuo profilo, Lotte, e ti prego di onorarlo.

    Mille, mille baci vi ho impresso, mille cenni di saluto gli ho inviato ogni volta che uscivo, oppure al mio ritorno.

     

    Johann  Wolfgang  Goethe (1749-1832)

    (da “I dolori del giovane Werther”, 1774)

     

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